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Difesa del suolo : sviluppo e non vincolo.
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LA DIFESA DEL SUOLO.
Strumento per la competitività e non vincolo per lo sviluppo


di Carlo Frutti
Presidente Associazione Nazionale Difesa del Suolo 


Premessa.
 

La protezione ambientale dipende da una corretta e sostenibile gestione del territorio e implica un'accurata conoscenza della risorsa. E' una necessità impellente se consideriamo che circa due terzi del del nostro paese mostra preoccupanti fenomeni di degrado.

Affrontare un sistema territoriale, insieme di ambiente naturale e costruito, dal punto di vista della sostenibilità, implica, la necessità di ristabilire legami corretti tra popolazione e ambiente, tra risorse ambientali e lavoro umano, tra economia ed ecologia; si tratta di ripristinare il "diritto naturale all'ambiente" delle popolazioni, delle future generazioni.

 

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Frane e calamitą: le differenze del rischio
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Questo articolo, pubblicato da David Alexander su "Nebrodi e dintorni",  descrive lo stato attuale degli impatti, della vulnerabilità, del 
rischio e della mitigazione delle calamità naturali. Si è di fronte ad una differenza fondamentale tra il livello di rischio, e le strategie impiegate per affrontarlo, nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo.


In questi ultimi succedono il maggior numero di catastrofi e il peggior effetto sulla popolazione, soprattutto quando si tratta dei cosiddetti "disastri complessi" nei quali le emergenze umanitarie e militari coincidono.
I paesi sviluppati denunciano invece i maggiori impatti economici, la crescita dei quali non è stata fermata malgrado il costante impiego di tecnologie di mitigazione sempre più sofisticate.
Si descrivono poi le nuove tendenze nella gestione delle emergenze, compreso il crescente uso dell'informatica di rete; ci sono tuttavia ancora pochi segni del trasferimento della tecnologia dell'informazione nel Terzo Mondo.

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Quattromila vittime del dissesto idrogeologico
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franaLa testimonianza dell'ex Capo della Protezione Civile Franco Barberi

Contro frane ed alluviosi poche risorse e poca cultura.
Oltre 4mila vittime negli ultimi anni.

Cura del territorio, prevenzione e monitoraggio la ricetta per scongiurare nuove tragedie
di Valerio Gaulerzi

 ROMA - Nel maggio del 1998, dopo piogge particolarmente intense, una gigantesca frana colpì Sarno e altri tre comuni campani provocando oltre 137 vittime. All'epoca direttore della Protezione Civile era Franco Barberi, tornato dal 2001 alla docenza universitaria dopo sei anni alla guida dell'agenzia poi trasformata in dipartimento.

Professor Barberi, seppure in scala ridotta, il dramma si è ripetuto la scorsa notte sulla A3, più a sud di Sarno. Perché rimaniamo così vulnerabili?

"La prima causa è la conformazione morfologica del nostro territorio, con l'enorme quantità di rilievi collinari e montuosi. A questa situazione oggettiva si aggiunge l'intervento umano. Il risultato è che nel corso dell'ultimo secolo abbiamo avuto 5mila alluvioni e 11mila frane, con il 60% dei comuni italiani interessati da questi fenomeni. Complessivamente il tributo di vite umane è stato di 4000 morti, mentre solo negli ultimi 20 anni il costo per la comunità è ammontato a 25 miliardi di euro

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Firmato decreto norme tecniche costruzioni
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Norme Tecniche per le costruzioni.

E’ giunta la notizia che il Ministro delle Infrastrutture ha firmato lo scorso 8 gennaio il decreto di approvazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni che sono state trasmesse al Ministro dell'Interno ed al Capo del Dipartimento della Protezione Civile per acquisire le firme di competenza.
Acquisite le firme di competenza il passo successivo è quello della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che potrebbe avvenire nel corso della prossima settimana, con la precisazione che dal testo sono state stralciate le parti relative al legno oggetto del ricorso dell’Austria all’Unione Europea.
L'entrata in vigore delle nuove Norme tecniche delle costruzioni avverrà, così come disposto dall’articolo 52 del DPR n. 380/2001 (Testo unico edilizia) dopo 30 giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, quind,i intorno al 15 febbraio 2008.


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Secondo decreto correttivo del T.U. Ambientale
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Secondo decreto correttivo del T.U. Ambientale

Si tratta del decreto legislativo n. 04/08 intitolato "Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale".
Il decreto, che era stato approvato in Consiglio dei Ministri il 21 dicembre scorso, attua la legge n. 308/2004 (delega al Governo "il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione") e modifica alcune parti del decreto legislativo 152/2006.


Nello specifico:
- l'art. 1 modifica le parti prima e seconda (Disposizioni comuni - VAS - VIA - IPPC), aggiungendo i principi sulla produzione del diritto ambientale, dell'azione ambientale, dello sviluppo sostenibile, di sussidiarietà e leale collaborazione; abrogando gli articoli da 4 a 52 con l'introduzione, tra l'altro, di tempi certi per il procedimento di VIA e l'eliminazione del ricorso alla procedura del silenzio rigetto.
- l'art. 2 modifica le parti terza e quarta (Difesa del suolo - Acque) con l'introduzione di novità in materia di scarichi, rifiuti e bonifiche, come l'introduzione dell'art. 181 bis "Materie, sostanze e prodotti secondari" e dell'art. 206 bis che istituisce l'Osservatorio nazionale sui rifiuti, oltre all'esonero dal MUD per le imprese fino a 10 dipendenti, solo per i rifiuti non pericolosi. Si segnala anche la modifica apportata all'Allegato I al Titolo V della parte quarta in merito ai criteri generali per l'analisi di rischio sanitario ambientale sito - specifica.
- l'art. 3 contiene la clausola di invarianza finanziaria;
- l'art. 4 contiene le disposizioni transitorie e finali tra cui sono previste:
o l'applicazione delle norme vigenti al momento dell'avvio del procedimento ai progetti per i quali il procedimento di VIA è in corso alla data di entrata in vigore del medesimo decreto;
o la sostituzione degli allegati da I a V della parte II del decreto legislativo 152/2006 con gli allegati da I a VII del decreto legislativo 4/2008 sui progetti da sottoporre a VIA e sui contenuti dei rapporti ambientali e dello studio di impatto ambientale.
Con la sua entrata in vigore saranno introdotte importanti novità nel settore dell'edilizia, soprattutto in materia di terre e rocce da scavo, nonché di procedimenti di valutazione di impatto ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS).
È opportuno ricordare che il provvedimento è stato emanato anche per rispondere alle contestazioni formulate all'Italia dalla UE (cause C-194/05, C-195/05 e C-263/05 ) in merito alle norme italiane che, in violazione delle norme comunitarie sui rifiuti, escludevano da questa categoria le terre e le rocce da scavo destinate all'effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, con esclusione di materiali provenienti da siti inquinati e da bonifiche con concentrazione di inquinanti superiore ai limiti di accettabilità stabiliti dalle norme vigenti. Si tratta peraltro di norme che si riferiscono al regime legislativo vigente prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 152/2006, il quale permette il riutilizzo di terre e rocce da scavo al di fuori del regime dei rifiuti sempre che vengano rispettate una serie di condizioni.

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Approvato Regolamento Codice Contratti
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 IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA APPROVATO DEFINITIVAMENTE IL NUOVO REGOLAMENTO



Il Consiglio dei Ministri, nella seduta odierna terminata nella tarda mattinata, ha approvato in via definitiva il Regolamento di attuazione ed esecuzione del codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 5 del DLG n. 163 del 2006.
Una approvazione che il Ministro delle Infrastrutture considera come un risultato dal valore storico: "è il primo testo, dall'Unità d'Italia ad oggi che contiene tutte le disposizioni regolamentari relative a lavori, forniture e servizi: d'ora in avanti, per gli appalti , si farà riferimento unicamente al Codice dei contratti ed al Regolamento che ne detta le procedure esecutive".

http://www.lavoripubblici.it/2007/dettaglio_notizia.php?agap=czo4OiJNamMwTXc9PSI7

 

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Mappa Geologica UE on-line
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AMBIENTE:
DA RISCHIO RADON A FRANE, ONLINE MAPPA GEOLOGICA UE

(ANSA) - ROMA, 11 SET - Dal rischio radon, all'individuazione dei siti nucleari, fino alle frane e alle alluvioni: e' online la mappa geologica europea che permettera' di orientare le scelte e consentira' anche a ogni cittadino di conoscere la situazione dettagliata del proprio territorio. Si chiama OneGeology-Europe il progetto che unisce sotto un unico linguaggio la geologia del Vecchio Continente e che e' stato inaugurato oggi a Roma alla sede dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). L'iniziativa, varata per l'Anno internazionale del Pianeta Terra, rientra nel programma piu' vasto che comprende la mappa geologica di tutto il mondo e che si chiama OneGeology. Ora sono 94 i Paesi che hanno digitalizzato la mappa su scala 1:1.000.000 (mancano vaste aree della Russia, dell'Africa, dell'America latina e del sud, del Medio Oriente). Grande il successo raccolto, dicono gli ideatori: 29 milioni di pagine visitate in meno di un anno e quasi 6 milioni di accessi al portale nel solo mese di agosto. ''Iniziative come questa - ha detto Vincenzo Grimaldi, Commissario Straordinario dell'Ispra - rappresentano chiare espressioni di una condivisa volonta' europea volta alla salvaguardia del territorio tramite una pianificazione a scala internazionale''. Il progetto europeo e' stato finanziato dalla Commissione Ue per 3,2 milioni di euro; 29 i partner tra cui l'Italia che ha una parte importante con un finanziamento di 300 mila euro. Tante le applicazioni. Con il mouse, all'indirizzo http//portal.onegeology.org, e' possibile cliccare sul paese e sull'area di interesse. Per ora, ha spiegato l'esperto Ispra, Luca Demicheli, c'e' la mappa geologica nel dettaglio ''ma presto ci sara' tutta una serie di dati per suscitare l' interesse del pubblico''. In futuro la mappa sara' anche strumento per valutare la presenza di radon ai fini della salute pubblica, individuare le falde sotterranee e quindi stabilire, soprattutto in zone transfrontaliere, la propieta' dell'acqua potabile, lo sfruttamento dei metalli o anche valuare le aree in vista di siti nucleari. (ANSA). 

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Lavori pubblici: entro in vigore il terzo Decreto correttivo
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 Entra oggi in vigore il decreto legislativo 11 settembre 2008, n. 152
recante “Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, recante il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62.”, pubblicato sul supplemento ordinario n. 227 alla Gazzetta ufficiale n. 231 del 2 ottobre scorso.
da "news lavori pubblici"

Riassumiamo, qui di seguito, le principali innovazioni introdotte ed alleghiamo alla presente il testo del codice nell’ultima versione con tutte le modifiche introdotte sino al citato d.lgs. n. 152/2008.

Qualificazione dei professionisti
Con la modifica introdotta dall’articolo 2, comma 1, lettera vv4), è stata confermata, con il limite temporale fissato al 31 dicembre 2010, la possibilità di prendere in esame i migliori tre anni del quinquennio o i migliori cinque anni del decennio precedente la data di pubblicazione del bando di gara per la dimostrazione dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria.

Qualificazione delle imprese
Con la modifica introdotta dall’articolo 2, comma 1, lettera vv3), è stata confermata, con il limite temporale fissato al 31 dicembre 2010, la possibilità di prendere in esame i migliori cinque anni del decennio per la dimostrazione del requisito della cifra d'affari realizzata con lavori, dell'adeguata dotazione di attrezzature tecniche e dell'organico medio annuo.
Per la dimostrazione relativa all'esecuzione dei lavori nelle singole categorie e per i "lavori di punta" il periodo documentabile è quello dell'intero decennio antecedente la qualificazione.

Compensi per le attività di progettazione
Le modifiche introdotte dall’articolo 2, comma 1, lettera t) del terzo decreto correttivo all’articolo 92 del Codice dei contratti rimediano ad una contraddizione abbastanza rilevante e lasciano ora alla libera contrattazione i compensi, senza più prevedere alcune tesso ai ribassi.
Ricordiamo che a tal proposito era già intervenuto il secondo decreto correttivo (Dlgs. n. 113/2007) ma in modo confuso lasciando parecchi dubbi interpretativi.
Oggi con la nuova versione dell’articolo 92, vengono fugati i dubbi e le incertezze che erano seguite all’emanazione del decreto-legge n. 223/2008 con il quale si era ritenuto implicitamente abrogati sia il comma 4 che il secondo e terzo periodo del comma 2 dell'articolo 92 del codice. Nessun riferimento, adesso, alla legge 26 aprile 1989, n. 155 ed i corrispettivi di cui al decreto ministeriale 4 aprile 2001 possono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti, ove motivatamente ritenuti adeguati soltanto quale criterio o base di riferimento per la determinazione dell'importo da porre a base dell'affidamento.
Con il terzo decreto correttivo e con l’abrogazione del comma 4 dell’articolo 92 scompare ogni riferimento a tetti massimi ai ribassi tariffari e la liberalizzazione del mercato voluta dal “decreto Bersani” può considerarsi completata.

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Energia rinnovabile. Futuro o attualitą ?
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simbolo 1Apriamo uno spazio dedicato alle energie rinnovabili convinti che la tutela ambientale, il corretto uso del suolo e del territorio passino anche attraverso un razionale utilizzo delle fonti energetiche e lo sviluppo della autoproduzione anche per superare i forti condizionamenti ai quali siamo sottoposti dalle multinazionali del greggio.

Ospitiamo un interessante contributo sulla validità energetica ed economica del sistema fotovoltaico.

 pdf il_fotovoltaico_conviene 

 

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